Daniele Sibilli: Life in Motion di Carlo William Rossi & Fabio Mureddu

Da Ariana Grande a Madonna, Daniele Sibilli ha lavorato con i più grandi. I movimenti magnetici del suo corpo sul palco ha catturato tutti. Qual è il prossimo orizzonte del ballerino italiano?

starring DANIELE SIBILLI @danielesibilli

photography CARLO WILLIAM ROSSI @carlowilliamrossi & FABIO MUREDDU @fabio.mureddu

styling FABIO MUREDDU

interview CARLO WILLIAM ROSSI

fashion consultant STEFANO GUERRINI @stefano_guerrini

hair ANTONIO FIDATO @antonio.fidato using FANOLA

makeup CARLO WILLIAM ROSSI using MAC PRO and PAT MCGRATH LABS

styling assistant MARIO BARBIERI @antonio.fidato

set assistant GIUSEPPE PALUMBO @grey_studio_photo

Guarda l'intera storia nel numero di Summer 2019 di Desnudo Italia, disponibile qui.

Quando i sogni diventano realtà. Daniele Sibilli ha sempre avuto una passione per la danza sin dalla giovane età. Dalla vittoria della versione Ucraina di So You Think You Can Dance a ballare con nomi internazionali come Renato Zero, Ariana Grande, Elodie e Madonna -solo per citarne alcuni- racconta la storia del suo viaggio e di come ha raggiunto il suo successo. Come un ragazzino ha inseguito il suo sogno fino a trovarsi a ballare, quasi per caso, al compleanno della regina del Pop. 

Qual è il tuo primo ricordo legato alla danza? 

Era il mio decimo compleanno, il 26 gennaio 2003, ero in un palazzetto per la mia prima gara con la scuola di danza. Quello stesso giorno moriva Don Lurio, un mito per i ballerini italiani. Finimmo la gara vincendo e tutto il pubblico si alzò in piedi urlandomi in coro "Don Lurio, Don Lurio". I compagni di squadra mi sollevarono  facendomi saltare, mentre il coro continuava. Fu molto emozionante. Prima ancora di questo, ricordo che ad ogni passaggio musicale in tv, che fosse un jingle pubblicitario o la sigla di uno show, io mi piantonavo davanti allo schermo e iniziavo a ballare, impedendo a tutti di vedere la tv.

camicia  DARIA D’AMBROSIO , pantaloni  YEZAEL BY ANGELO CRUCIANI , underwear WAYERÖB BY  ALESSANDRO ONORI , gioielli  ALESSANDRA AIARDO DESIGN

camicia DARIA D’AMBROSIO, pantaloni YEZAEL BY ANGELO CRUCIANI, underwear WAYERÖB BY ALESSANDRO ONORI, gioielli ALESSANDRA AIARDO DESIGN

Billy Elliot ha acceso un riflettore sulle difficoltà affrontate da un ragazzo che sceglie di danzare. Com'è andata per un ragazzino nato ventisei anni fa a Napoli?

Non facile. Ho sempre amato ballare, ma allo stesso tempo ero terrorizzato dall'idea di ammetterlo: iscrivermi ad un corso di danza significava espormi al giudizio degli altri e la cosa mi spaventava. Temevo di restare solo, di esser preso in giro. Mia madre fece un tentativo, mi iscrisse ad un corso, mi comprò tutto l'occorrente, ma dopo il primo giorno non volli più andare. La mia priva volta in una scuola di danza la devo a delle amiche, mi dicevano: "Sei troppo bravo, devi venire nella nostra scuola". Poi a tredici anni, un'insegnante mi disse: "Daniele, domani vestiti comodo". Non sapevo dove mi avrebbe portato ma feci come mi aveva detto ... Così mi trovai ad un'audizione con Mara Fusco  (direttrice artistica di un'importante scuola di danza napoletana, n.d.r.) che mi ammise ai suoi corsi. Per non farmi scappar via, mi dissero che se mai avessi deciso di mollare i miei avrebbero dovuto pagare una penale. Non mi sono concesso un giorno di assenza. Ero spaventato all'idea che i miei dovessero pagare una multa: soldi non ce n'erano. Ero felice di essere in quella scuola ma ancora non ci andavo a cuor sereno. Appena potevo scappavo dai miei amici, avevo paura di essere emarginato. Poi col tempo, e con la costanza, ho imparato a godermi tutto il buono di quell'esperienza. Avevo sempre più amici nel giro della danza e iniziavo a capire che la danza stessa poteva essere un' opportunità di salvezza. Il mio era ed è un quartiere difficile, molto. Ho amici che si son "persi". La danza mi ha salvato da tutto questo. La danza mi ha insegnato a parlare l'italiano, mi ha dato disciplina ed educazione, mi ha aperto mondi che altrimenti non avrei mai vissuto. Anzi ora che ne stiamo parlando, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare la scuola di Mara Fusco, La Lyceum, i miei insegnanti di danza e la mia professoressa di educazione fisica Anna D’Amuro. Gli devo molto.

Renato Zero, Maria De Filippi, Laura Pausini, Niki Minaji, Ariana Grande, Justin Bieber... hai lavorato con nomi importantissimi...

Sì! Esperienze bellissime, da brividi. E tra questi, non voglio dimenticare Emma Marrone. Con lei si è creata una connessione fortissima. Abbiamo condiviso un tour e due videoclip. Lei e Macia Del Prete, la coreografa, sono state molto importanti per e non smetterò mai di ringraziarle per le opportunità che mi hanno . Hanno tanto creduto in me.

abito in tulle  BIBI ESPOSITO CHROMOSOME 6

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E poi è arrivata Madonna...   

Il 16 agosto 2017. Mi sono esibito alla sua festa di compleanno in Puglia. Megan Lawson, la coreografa, mi ha chiamato qualche mese prima e, senza dirmi  perché, mi ha chiesto: "Sei libero il 16 agosto?" Per fortuna, lo ero! Più avanti Megan mi richiamò e mi disse "Il 16 è confermato: devi esibirti alla festa di compleanno di Madonna". Madonna! Ero così felice e insieme così spaventato ...  La mia esibizione le piacque tanto, al punto che, quella sera stessa, mi chiese "Ti piacerebbe lavorare con me in futuro?". Un sogno. E' chiaro che a questa domanda esisteva solo una risposta: sì! Da lì, è successo tutto  in modo così naturale: il video di Medellin, l'esibizione ai Billboard Awards per promuovere MadameX, l'Eurofestival. E' una benedizione lavorare per un'artista come lei. Esibirsi con qualcuno che ha sempre messaggi ben precisi, che condisce di cultura e umanità la sua arte è davvero una fortuna, ed un'opportunità di crescita. 

Mentre racconto queste cose ho davanti ai miei occhi la foto della prima volta che ci siamo visti. Ed è bellissima. 

Ti vedremo ancora al fianco di MadameX ? 

Chissà... Stay Tuned

Ventisei anni, mille traguardi già raggiunti. Hai già tanto, se dovessi fare un regalo a te stesso cosa sceglieresti?

L'anno scorso pensavo: vorrei fare qualcosa di grande. E così è stato. Mai mi sarei immaginato tutto questo e ora voglio vivermi al meglio questo momento. Mi sento parte di qualcosa di unico, amo alla follia quello che sto facendo e mi sento riconosciuto, artisticamente e umanamente. 

Ecco, questo è il mio regalo. Se desidero altro? Una casa tutta mia, quella sì. Che mi dia un senso di stabilità. E qualche soldo in più ... ma non per me, per la mia mamma. Vorrei che smettesse di lavorare, è stanca.