Clear As Chrysta Bell di Carlo William Rossi e Fabio Mureddu

Come un’opera d’arte prende vita, Chrysta Bell ci parla delle sue ispirazioni, la carriera e del suo imminente quarto album registrato in studio.

intervistatore GIUSEPPE ATTANASIO @giuseppeattanasioph

fotografo e art director CARLO WILLIAM ROSSI @carlowilliamrossi and FABIO MUREDDU @fabio.mureddu

stylist CORINNA FUSCO @choodtsukiji

model CHRYSTA BELL @chrysta_bell

hair e makeup FULVIA TELLONE @fulviatellone @ SIMONE BELLI AGENCY

con prodotti PAT McGRATH LABS

special thanks to MARINA CAPPELLINI

Guarda la storia completa sul numero di Dicembre 2018 di Desnudo Italia.

ESSERE UNA CANTAUTRICE, modella ed attrice è un bel risultato. Non è un'impresa facile, ma Chrysta Bell lo fa con grazia. Essere un giudice stimato al Sintra e al Lisbon Film Festival 2018, dove il video musicale di "52 Hz" tratto dal suo nuovo album sarà presentato in anteprima, Chrysta Bell è diretta in studio per completare il suo prossimo e quarto studio album. In passato, Chrysta Bell ha lavorato come cantautrice e attrice numerose volte con il compositore e regista David Lynch. Più recentemente, ha recitato in Twin Peaks: The Return e si è esibita in un concerto tributo live a tutto tondo per la David Lynch Foundation all’Ace Theater a Los Angeles. Tuttavia, con il suo imminente successo, Chrysta Bell spera di addentrarsi nel mondo del pop noir, aggiungendo toni più scuri al suo ben noto suono etereo e sperimentando una gamma vocale ed emotiva che non abbiamo ascoltato nelle sue precedenti uscite. Mentre si recava alla Sintra e al Lisbon Film Festival, Chrysta Bell prende tempo dai suoi molteplici impegni per chiacchierare con il nostro direttore esecutivo Giuseppe Attanasio.

Eri molto giovane quando hai iniziato a cantare. Avresti mai creduto di arrivare al punto in cui sei oggi?

Mi sento molto fortunata perché ho sempre saputo cosa volevo fare nella vita. Non ho mai messo in discussione l'idea di dedicarmi al canto e alla recitazione, mai avuto un piano B! C'è stato un periodo, intorno ai 18 anni, in cui ho pensato di impegnarmi full time nella recitazione, ma circa due settimane dopo sono entrata a far parte di una band e non me ne sono mai pentita. La musica è sempre stata il mio Destino. Ho sempre pensato che guadagnarmi da vivere con la musica significasse essermi realizzata, aver vinto alla lotteria della vita, e quindi ci ho messo tutta me stessa. Nonostante tutte le prove e le difficoltà che ho dovuto affrontare, non ho mai pensato di fermarmi. I lati positivi di questa carriera mi hanno arricchita così tanto spiritualmente che ho saputo sfruttare i lati negativi per crescere come persona.

Quanto devi all’esperienza di Twin Peaks? Era la prima volta per te?

Ogni singolo aspetto dell’esperienza di Twin Peaks: Il ritorno,  a partire dal momento in cui David mi ha svelato che “poteva esserci un ruolo per me” durante la registrazione di Somewhere in the Nowhere nel 2015, fino ad oggi, quando ripenso estasiata al fatto che sia davvero successo, mi sembra un meraviglioso regalo inaspettato. Non solo ho imparato tantissimo sulla recitazione lavorando accanto a dei grandi come Laura Dern e Miguel Ferrer, ma ho avuto l'opportunità di vedere David in un contesto completamente diverso, e mi è piaciuto vederlo nel suo elemento naturale. Ho visto una persona che faceva esattamente quello che era nata per fare. Voglio davvero bene a David, e vederlo così mi ha resa molto felice. 

“Il momento in cui mi sento più felice e appagata è quando faccio musica.”

Per me Twin Peaks: Il ritorno ha così tanta profondità, forza e significato, che mi è sembrato come se esistesse già in un'altra dimensione, ed il cast e la troupe fossero degli assistenti di volo per accompagnarlo nella nostra dimensione. Devo ammetterlo, avere l'opportunità di parteciparvi mi è sembrato una sorta di appuntamento mistico e Divino, che non ero del tutto sicura di meritare, ed avevo il terrore che David potesse ripensarci. Ma allo stesso tempo avevo la piena fiducia di David, che è stata più forte della mia paura. Era la prima volta che recitavo in una serie tv di tale importanza, ma David non lo ha mai considerato come un impedimento. Aveva deciso che ero Tammy, e così doveva essere.  

Cosa ha significato per te l'incontro con il maestro David Lynch a livello artistico, professionale e spirituale?

Quando ho incontrato David per la prima volta conoscevo pochi dei suoi film, perché ero molto giovane, poi col tempo mi sono affezionata a lui e la nostra amicizia si è rafforzata. La genuinità e la bellezza del suo spirito mi hanno molto colpita. Dopo ogni giornata di registrazione insieme, non solo sentivo di aver creato vera arte, ma anche di essere stata in connessione con una persona che ammiro e rispetto molto, ravvivando la mia mente ed il mio spirito. David ha un modo di fare che è molto rassicurante e stimolante per chi gli sta intorno. È fantastico, un vero artista che vive come tale e che sprizza passione per il suo mestiere da tutti i pori. E poi ha una grande serenità, che credo sia dovuta ai tanti anni di meditazione. 

So che hai incontrato Carlo William Rossi per la prima volta in Italia, in particolare nella mia città, Napoli. È vero che le sei molto legata? 

Sono molto legata sia alla città di Napoli che a Carlo. A volte si crea una bella sintonia tra artisti, anche se il tempo trascorso insieme è poco. È qualcosa che è lì, creato da forze esterne, ma è chiaramente tangibile. E lo stesso si può dire delle città, quando c'è questa sensazione è un'esperienza molto speciale. Ho subito avvertito un forte legame con Napoli in questo senso. Ho conosciuto Carlo sul set del video di "All The Things"  al Made in Cloister a Napoli, che è stato un posto fantastico e stimolante per girare. Davide De Blasio, direttore della Fondazione Made in Cloister e un caro amico, ha organizzato la produzione e mi ha mostrato questa magnifica città.  "All The Things," dal mio secondo album con David  Somewhere in the Nowhere, si prestava alla perfezione per un video al Made in Cloister, un posto pieno di vibrazioni e decadenza, ricco di segreti, un ambiente perfetto per creare arte. 

Parlaci dell’esperienza come giudice al Lisbon Sintra Film Festival. Com’è nata e che emozioni ti ha dato?

In questo momento sono proprio sull'aereo per andare al Festival a Lisbona! Inizialmente mi avevano chiesto di presentare i miei video per le canzoni degli album con David (compreso All The Things del regista italiano Nicolangelo Gelormini). Questa presentazione si è poi trasformata nella mia partecipazione come giudice e nella mia esibizione live prima della proiezione di Inland Empire, un film di David che contiene una delle nostre canzoni, "Polish Poem." Inoltre, durante il festival debutterà il video del mio nuovo brano, "52 Hz,"  diretto da Joseph Skorman. Sarà un'esperienza piena di sfaccettature e io non vedo l'ora.

Qual è la tua canzone preferita in assoluto? E la tua preferita tra quelle che hai scritto?

È impossibile scegliere una canzone preferita in assoluto! Tra le mie preferite di sempre ci sono sicuramente "Mercy Mercy Me" di Marvin Gaye e "Lover, You Should've Come Over" di Jeff Buckley. Le mie canzoni preferite tra i miei pezzi sono "Real Love" e "Half Asleep." 

Parlami di cosa ha ispirato il tuo nuovo album, il quarto registrato in studio.

Il momento in cui mi sento più felice e appagata è quando faccio musica. Probabilmente mi sento appagata perché a volte scrivere una bella canzone è qualcosa di sfuggente. È un po' come cercare di stare sulle tracce di un animale selvatico: tiri fuori della carne fresca e aspetti tutta la notte per vederlo avvicinarsi solo un attimo, ma questo non significa che riuscirai a catturarlo! O potrebbe succedere che non arrivi l'animale che speravi tu, il che può comunque andar bene, ma almeno per me dev'essere tutto molto fluido quando faccio musica. Posso mettermi seduta a scrivere una canzone quanto voglio, ma c'è bisogno del giusto allineamento di cose perché venga fuori qualcosa di speciale, non esiste una formula. È come se l'idea piovesse dal cielo quando è il momento giusto, tu devi solo star lì ad aspettare a braccia aperte. Quando abbastanza di queste canzoni speciali e sfuggenti accendono il mio motore e le scrivo, creo un nuovo album. 

“L'Italia mi ha sempre accolta a braccia aperte, abbiamo una specie di love story, che spero continui e diventi più forte.”

L'album che sta per uscire ha degli elementi nuovi, che il mio pubblico non ha ancora mai sentito da me. Nella scrittura, io ed il mio collaboratore ci siamo lasciati ispirare molto dal post punk, dalla new wave e anche un po' dal rock psichedelico, addirittura dalla dark disco. Abbiamo esplorato territori importanti, e onestamente sono davvero entusiasta del risultato. Appena una settimana fa abbiamo finito nello studio di registrazione di Austin, in Texas, e credo che abbiamo creato qualcosa di davvero fantastico. Non ho idea di quale sarà la reazione dei miei fans a questo nuovo tipo di musica, ma ho fiducia nel fatto che saranno soddisfatti.

Ci sarà un tour europeo? Magari date in Italia?

Il nuovo tour è qualcosa che ancora non abbiamo ben definito, molto probabilmente sarà in primavera. L'Italia mi ha sempre accolta a braccia aperte, abbiamo una specie di love story, che spero continui e diventi più forte.

L’album di Chrysta Bell sarà rilasciato a marzo 2019.

Traduzione di Cristina Magliulo